Folklore e Storia

I sette impulsi della Luna

È così piacevole esplorare natura
e se stessi allo stesso tempo,
senza arrecare violenza né ad essa né al proprio spirito,
portando entrambi, insieme,
in equilibrio, in delicata armonia.

[Goethe]

Passato e presente

Per secoli l’uomo, per garantirsi la sopravvivenza, è vissuto in costante armonia con i molteplici ritmi della luna. Osservava con occhi attenti e sottostava alla necessità, all’inizio ancora senza chiedersene la ragione.
Gli eschimesi, ad esempio, vivono ancora in condizioni ambientali dure ed impensabili in mezzo al ghiaccio perenne. La loro lingua distingue quaranta diverse espressioni per la parola neve: hanno imparato a riconoscere quaranta diversi stati di acqua ghiacciata. Ma solo due di queste quaranta specie di ghiaccio e neve sono adatte alla costruzione degli igloo, delle loro abitazioni.

L’uomo non osservava attentamente solo lo stato delle cose, ma anche quale interazione venisse a crearsi tra lo stato stesso ed il momento dell’osservazione: il giorno, il mese, la stagione, la posizione del sole, della luna, delle stelle. Molti monumenti archeologicamente importanti dei tempi antichi dimostrano quanto valore i nostri antenati attribuissero alla precisa osservazione degli astri ed al calcolo del loro corso. Non solo per puro desiderio di ricerca, bensì per trarre il maggior utile possibile dalla conoscenza degli influssi sul tempo esercitati da ognuna delle costellazioni. I loro calendari erano elaborati seguendo il corso della luna e del sole e servivano per la previsione di particolari forze-impulsi che solo in determinati momenti agivano sulla natura, sull’uomo e sugli animali e ritornavano ad intervalli regolari. In particolare a quelle forze che all’unisono con il corso della luna influiscono su tutta la vita e determinano il successo o l’insuccesso della caccia e del raccolto, dell’immagazzinamento e delle cure.

Il ricercatore naturale Charles Darwin nella sua opera classica L’origine dell’uomo ha semplicemente trascritto una nozione già conosciuta, e ritenuta di grande utilità, da molte generazioni prima di lui: ”L’uomo, come le belve e persino gli uccelli, è soggetto a quella misteriosa legge per la quale certi processi normali quali la gravidanza, la crescita delle piante e la maturazione dei frutti, il decorso delle malattie dipendono dai periodi lunari“.

Sensi acuti, vigilanza, capacità di percezione e precisa osservazione della natura, del mondo degli animali e delle piante, hanno fatto dei nostri antenati dei “maestri nella scelta del giusto momento”.

Hanno infatti scoperto

  • che numerosi fenomeni della natura – bassa ed alta marea, nascite, eventi meteorologici, ciclo mestruale ed altre cose – sono in relazione con il corso lunare;
  • che molti animali nel loro agire si regolano con la posizione della luna; che gli uccelli, ad esempio, raccolgono il materiale per la costruzione del nido solo in certi periodi, cosicché i nidi si asciugano più in fretta dopo la pioggia;
  • che l’effetto ed il successo di numerose attività quotidiane e non – abbattere piante, cucinare, mangiare, tagliarsi i capelli, lavorare in giardino, concimare, lavare, far uso di medicinali, operazioni ed altro – sono soggetti a ritmi naturali;
  • che a volte operazioni e medicinali in certi giorni sono più utili ed invece si rivelano inutili o addirittura dannosi in altri, indipendentemente dalle dosi, dalla qualità degli stessi e dalle capacità dei medici;
  • che piante e loro parti, a seconda dei giorni, sono soggette ad energie diverse: conoscere tutto ciò è determinate ai fini del successo nella formazione, nella cura e nel raccolto dei frutti; che erbe medicinali raccolte in determinati periodi contengono più principi attivi che in altri.

Naturalmente era cura dei nostri antenati tramandare ai figli il loro sapere e le loro esperienze. Era dunque necessario dare agli influssi osservati nomi semplici, facili da comprendere e, soprattutto, inserirli in un sistema chiaro che permettesse sempre ed ovunque di descrivere le forze e prevedere i futuri impulsi. Era importante individuare un orologio del tutto particolare.

Sole, luna, stelle, con la natura come cornice esterna, si sono offerti volontari, per così dire, come lancetta e quadrante. Il motivo è molto semplice: l’essenza del ritmo è ripetizione. Se si osserva, per esempio, che il periodo migliore per la semina di una determinata pianta dura esattamente due o tre giorni al mese e la luna in quel momento attraversa sempre le stesse stelle, diventa ovvio racchiudere quelle stelle in un quadro, dando alla costellazione un nome chiaro e tipico per la particolare caratteristica degli influssi. La costellazione diviene così la lancetta nel quadrante del firmamento.

I nostri antenati hanno isolato grosso modo dodici impulsi di forze dalle diverse proprietà e colorazioni. Hanno dato dodici diversi nomi alle stelle attraversate durante uno di questi impulsi dal sole (nel corso di un anno) e dalla luna (nel corso di un mese). Così sono nate le dodici costellazioni dello zodiaco: Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci.

L’uomo aveva escogitato un “orologio stellare” sul quale poteva leggere quali influssi dominavano quel momento, in base al quale poteva prevedere il futuro, gli influssi favorevoli o meno che avrebbero influenzato i suoi propositi. Molti calendari del passato si regolavano sul corso della luna in quanto le forze indicate ed annunciate dalla posizione della luna nello zodiaco sono molto più significative per la vita di ogni giorno dell’uomo che non quelle della posizione del sole. Del resto, si sa che ancor oggi molte delle nostre festività dipendono dalla posizione della luna. Pasqua, ad esempio, dalla fine del II secolo e.v. viene festeggiata la prima domenica dopo il plenilunio dall’inizio della primavera.

Verso la fine del XIX secolo, quasi all’improvviso, la scienza di questi particolari ritmi della natura cadde nel dimenticatoio; forse anche perché ogni sistematizzazione porta con sé una sorta di sonnifero. Se l’orologio segna mezzogiorno, non è più indispensabile controllare la posizione del sole. Se l’osservazione diretta di impulsi e forze che dominano un giorno non giocano più alcun ruolo, anche le regole e le leggi, che hanno radici in esse, perdono validità.

“Causa dell’abbandono della scienza è la promessa fattaci dalla tecnologia moderna e dalla medicina: soluzioni “più rapide” a tutti i problemi della vita di ogni giorno. Per breve tempo, essa è riuscita anche a darci l’illusione di mantenere questa promessa. L’osservazione ed il rispetto dei ritmi naturali sembravano di colpo essere diventati superflui. Quest’antica scienza sopravvisse, alla fine, solo in singole regioni”.

Giovani contadini, guardie forestali e giardinieri dei “tempi moderni” ridevano dei loro genitori e nonni, parlavano di superstizione e si affidavano completamente all’uso smodato di macchine, strumenti, concimi e pesticidi. Credevano di poter ignorare la scienza dei loro genitori circa la scelta del giusto momento ed i raccolti sempre più abbondanti per molto tempo sembravano aver dato loro ragione. Così hanno perso il contatto con la natura e hanno cominciato, all’inizio inconsciamente, sorretti sempre dall’industria che ha saputo costruirsi intorno un alone di fiducia dando l’impressione di essere in grado di risolvere qualsiasi problema. Nessuno, oggi, può ignorare il prezzo che siamo costretti a pagare per aver disatteso i ritmi delle leggi naturali: i raccolti diminuiscono ed i parassiti imperversano perché il terreno viene depredato senza che si possa proteggere e rigenerare; l’uso dei pesticidi si è moltiplicato nel giro di pochi decenni senza peraltro raggiungere successi ragguardevoli. Qualità e valore nutrizionale dei raccolti parlano chiaro.

I progressi della chimica e della farmaceutica hanno sedotto i medici portandoli alla convinzione di poter ignorare impunemente il movimento ondulare della vita e la vita stessa nella sua totalità. La rimozione veloce del dolore e dei sintomi era già considerato un “successo terapeutico”; la ricerca delle cause e la prevenzione, la pazienza e la disposizione ad una lunga “collaborazione” con il paziente, sono invece rimaste in secondo piano. Inoltre, con i metodi scientifici moderni, la scienza dei ritmi lunari è sì dimostrabile, ma difficile da motivare; la domanda del “perché?” rimane per il momento senza risposta. Nella razionalità di molti scienziati, un buon motivo per ignorarla totalmente!
E noi tutti a cuor leggero continuiamo a non prestar fede alla scienza dei ritmi. Lo facciamo perché abbiamo eletto la comodità a breve termine quale bene supremo, a spese della ragione, della misura e del modo, ma credendo di poter superare tutto, anche la natura, superiamo solo noi stessi. Al ritmo infernale del nostro tempo ci affrettiamo costantemente dal passato al futuro perdendo il momento presente, l’unico attimo dove c’è vita.

“Il cittadino dipende sempre più da prestazioni di servizi che non può influenzare, da esperti che gli consigliano e gli prescrivono come deve vivere. Nella confusione di consigli e suggerimenti, le capacità normali e connaturate soffocano, l’uomo rimane dipendente e subordinato come un bimbo, e tale deve rimanere. Non ha fiducia in se stesso, nel futuro e neanche nella forza di autoregolamentazione della vita”

[Ricarda Winterswyl, Süddeutsche Zeitung del 20 aprile 1991]

Ma ignoriamo i ritmi anche per il più semplice dei motivi: ci sono sconosciuti. Forse chi legge è un pioniere che vuole riconquistare questa scienza, piano piano, senza precipitazione e senza fretta: non è mai troppo tardi per ridare vita ad una scienza antica. Essa aspetta solo persone che non si nascondono dietro giustificazioni del tipo “tanto da soli non si può concludere niente”. Invece, proprio nella salvaguardia dell’ambiente, nonostante si voglia far credere il contrario, ogni piccola azione – anche quella del singolo – conta: spesso molto di più di grandi gesti e, soprattutto, di grandi parole.

* * *

I sette “stati” della luna sono i seguenti:

  • luna nuova
  • luna crescente
  • luna piena
  • luna calante
  • posizione della luna in una costellazione dello zodiaco
  • luna ascendente
  • luna discendente

Ancor oggi non è possibile dare una risposta definitiva alla domanda se la luna e la sua costellazione nel firmamento eserciti o no un influsso diretto o se la posizione della luna e delle stelle abbia solo la funzione di lancetta che mostra o segnala di volta in volta l’influsso osservato.

Chi sa un po’ di astronomia e riconosce le costellazioni dello zodiaco nel firmamento può essere meravigliato dal fatto che la posizione “effettiva” del sole e della luna sia un po’ diversa da quella indicata dal calendario. Ma non si tratta di una grossa discrepanza se la luna si trova ancora in Ariete, mentre il calendario dà già l’influsso del Toro. C’è da credere al calendario. Responsabili di questa differenza, in un ritmo di 28.000 anni, sono certe deviazioni di sole, luna e stelle. L’influsso delle costellazioni dello zodiaco non viene calcolato sulla effettiva posizione della luna, ma dal “punto della primavera”, dal momento dell’equinozio del 21 marzo. L’esperienza dimostra che è giusto questo calcolo per la determinazione degli influssi: anche se la luna è realmente ancora nei Pesci, governa già l’impulso di forza che i nostri antenati hanno denominato “Ariete”.

Le basi del calcolo sono molto complesse e non è questo il luogo per spiegarne le precise relazioni: per saperne di più si può consultare l’ampia letteratura astronomica esistente.
La discrepanza tra l’effettiva posizione della luna e la posizione della luna sul calendario può forse dare un’idea delle possibili cause dei ritmi lunari: con questo si è potuto stabilire che la costellazione stessa – a distanza di miliardi di anni luce – non gioca alcun ruolo nel riconoscimento e nell’utilizzo dei dodici impulsi di forza. Per dare un esempio, un ricercatore che voglia documentare l’interazione tra posizione della luna e qualità degli impulsi dovrebbe tener d’occhio i fenomeni di risonanza che si producono dalla rotazione e dall’oscillazione di luna, terra e pianeti intorno al sole. Come se dovesse studiare uno strumento musicale multidimensionale, che dà dodici toni chiaramente diversi tra loro.

Le forze ed i loro effetti su uomini, animali e piante – indipendentemente dalle loro cause – sono sempre dimostrabili con l’esperienza. La ricerca delle cause, invece, per il momento deve accontentarsi di speculazioni, opinioni o convinzioni, certo non ancora a lungo. Da tempo ormai si vanno affermando frasi del tipo “il Capricorno agisce sulle ginocchia” o “la luna piena influisce sulla psiche”.

[di Johanna Paungger, Servirsi della luna, TEA, pagg. 13-17]

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