Mix di idee veg per le feste e non

 

Le carote sono le mie verdure preferite. No, le cime di rapa sono al primo posto (da brava pugliese). Oops, dimenticavo le zucchine, onnipresenti. E perché, i topinambur? Beh insomma, penso di amare tutte le verdure, però le carote sono forse quelle che cucino più spesso, anche perché molto versatili.

In un menù delle feste che rifugga da tutti i sughi e tutti i grassi e tutto ciò che poi rimane sullo stomaco e fa venire la bolla al naso, penso debbano essere prese in considerazione due ricette leggerissime e molto d’effetto :-)

carote cocco e coriandolo

La prima: rivisitazione del piatto contadino “carote al burro”.
Ingredienti: carote q.b. (io vado ad occhio, ve l’ho sempre detto, non vogliatemene, ma facciamo così, calcolate due carote a testa); olio di cocco bio; bacche di coriandolo; fiocchi di sale (io non cambierò mai quelli della Camargue, se poi a voi piace potreste anche usare quelli affumicati, è sale marino di Cipro).
Procedimento: affettare finemente, sottili sottili, le carote fresche ben lavate. In un wok mettere due cucchiai (per 10 carote, anche qui regolatevi ma senza eccedere mi raccomando!) di olio di cocco, fate sciogliere, versate le rondelle di carota. Non per fare pubblicità, ma visto che in Italia è quasi impossibile trovare un olio di cocco decente e “normale” come nel Regno Unito, utilizzo questo qui (che mi ha regalato Francesca con tanto ammore, per fare dei dolcetti che al primo tentativo sono venuti, ahem, non proprio bene, ma perché nella ricetta – scoperto dopo! – mancava un ingrediente…)

olio di cocco bio

Condire con le bacche di coriandolo. D’estate potete usare anche le foglie fresche (come ben sa Laura, io sono una grande fan, il coriandolo poi cresce come il prezzemolo, della cui famiglia fa parte. Facilissimo da coltivare e dà ottimi risultati, e le bacche si conservano a lungo e sono molto gustose). Cuocere a fuoco medio finché le carote non sono un po’ oscurite e croccanti. A quel punto, salare. Servire calde. Potrei essere rimproverata: “ma questo è un contorno!”… io le mangio anche come piatto unico, se ne faccio un po’ di più, soprattutto alla sera. Altrimenti, la loro egregia fine è con un piatto che durante le feste farà un figurone:

shepherds pie veg "alla maniera della domina verde"

Shepherd’s Pie veg (a modo mio)
Ingredienti:
per il “ripieno”: un cavolo verza, 4 cucchiai di olio evo (e un altro po’ per condire); una cipolla rossa (se proprio vogliamo badare alle sottigliezze, dovrebbe essere di Acquaviva) pulita e tagliata finemente; due spicchi d’aglio, tritati; sei grosse foglie di salvia; 50 grammi di uvetta o uva sultanina (anche qui, badando alle sottigliezze, va bene quella di Corinto o di Smirne); 100 grammi di castagne cotte (lessate), senza pelle (non come le “castagne del prete”); una mela, tagliata a cubetti; 240 grammi di patate dolci o patate rosse, lessate con la buccia; due cucchiai di aceto di mele; buccia di un limone; 100 grammi di formaggio di capra. Un po’ di parmigiano grattugiato per condimento (se piace, usare sempre quello di capra grattugiato).
Se piace: pomodoro a cubetti, due cucchiai, per insaporire ulteriormente. Un cucchiaio di dado (io uso il dado vegetale fatto da me). Volendo esagerare, un cucchiaio di salsa Worcestershire. Noce moscata q.b.; pesteda valtellinese.

Procedimento:
1. togliere le foglie esterne della verza, quelle più dure. Tagliare la verza in quattro ma senza andare fino in fondo. Diciamo, tagliare per due terzi. Allargare i quarti, mettere la verza (la parte bassa del gambo verso l’alto) in una pentola larga con dell’acqua, portare a bollore. Cuocere per 5-10 minuti, finché non è ammorbidita, ma ancora non si sfalda.
2. Toglierla dall’acqua e lasciarla raffreddare. Togliere circa 10 foglie esterne, e mettere da parte. Tagliare finemente la restante parte della verza.
3. Riscaldare il forno a 180° C (in caso di forno ventilato, 160°). Riscaldare l’olio evo in una padella su fuoco medio e aggiungere cipolla, aglio, le cinque foglie di salvia, e salare q.b.. Aggiungere la verza tagliata finemente e cuocere per 5 minuti circa.
4. Aggiungere l’uva sultanina, le castagne, la mela e metà delle patate con l’aceto e due cucchiai d’acqua per amalgamare meglio. Rimuovere dal fornello, aggiungere la buccia di limone e il formaggio grattugiato. Condire con sale e pepe.
5. Prendere una teglia rettangolare da forno (dove fareste la parmigiana, tipo… ma se ce l’avete in pyrex è ancora meglio), versare dell’olio evo q.b. e un po’ di cipolla a rondelle sottilissime, e mettere un po’ di foglie di verza (metà di quelle messe da parte) a coprire il fondo. Versare il composto cotto poc’anzi fino a coprire tutte le foglie e quindi tutta la superficie della teglia. Mettere da parte coprendo con carta da forno o oleata.
6. Con le patate avanzate, o se preferite anche aggiungerne altre, magari con l’aiuto di un robot da cucina, realizzate una purea non troppo densa con un po’ di parmigiano grattugiato (o sempre formaggio di capra), un pizzico di pesteda e un po’ di noce moscata. A chi piace può mettere un cucchiaio di panna vegetale.
7. Con le altre foglie di verza avanzate coprire il composto nella teglia. Coprire le foglie di verza con il puré. Coprire il puré con parmigiano/formaggio di capra grattugiato. Salare, pepare q.b. Se piace si può anche aggiungere del pangrattato.
8. Cuocere in forno già caldo per 20 minuti – mezz’ora, fino a quando la superficie delle patate non è croccante.

Il profumino sarà spettacolare, e farete un figurone! Enjoy!

Le feste non sono ancora cominciate, quindi.. questo è solo l’inizio!! Stay tuned!

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