Papaveri e papere

Il mio vicino di casa ha acquistato delle papere. Da subito sono stata coinvolta nel tentativo d’acquisto ma il sol pensiero di non potermene occupare (tra uncinetto, ferri, cucina, orto e.. gatti) ed i suggerimenti della saggia Antonellina circa la vita di animali da cortile mi hanno fatto un po’ desistere. E il mio vicino però le ha prese lo stesso, per accontentare sua figlia.

In Italia è famoso l’accostamento “papaveri e papere” per il titolo di una canzone di Nilla Pizzi (“lo sai che i papaveri son alti alti alti e tu sei piccolina e tu sei piccolinaaaaa… sei nata paperina, che cosa ci vuoi far”), che tra l’altro mi cantava mio padre quand’ero bambina e scorrazzavo felice per i campi pieni di papaveri e fiordalisi (quando questi ultimi erano ancora spontanei) tra le spighe di grano.

I papaveri mi piacevano tanto quando ero bambina, recentemente ho avuto un rinnovato interesse per alcuni tipi di papaveri bianchi, gialli e viola coltivati per le bordure dei giardini, visti in un catalogo di sementi per corrispondenza, ma non li ho acquistati perché penso sia un fiore che dura poco ed i suoi petali sono troppo delicati.

Ma a proposito di petali… ho scoperto che dai petali del papavero si ricava un ottimo sciroppo, buono sia d’inverno per mal di gola e raffreddamento, bronchite e angina, sia per utilizzarlo nei dolci.

Questo weekend, tempo permettendo (previsioni: pioggia a go-go, ma le mie piante sono felici ed io, pur di non sopportare il caldo forte, mi accontento), raccoglierò un po’ di fiori e mi accingerò alla preparazione.
Per ora, la ricetta:

Sciroppo di papavero

Ingredienti:
un sacchetto di carta colmo di petali (peso: 200 grammi circa)
mezzo litro d’acqua
zucchero di canna

Portare l’acqua ad ebollizione e, quando bolle, versarvi i petali di papavero, che si scioglieranno come neve al sole a contatto con l’acqua bollente.
Girare piano e bene affinché tutti i petali vengano a contatto con l’acqua.
Spegnere il gas, coprire la pentola con un coperchio e lasciare in infusione per dieci minuti.
Filtrare e premere bene i petali nel colino per raccogliere la maggior parte del succo e di sapore e di… colore!
Pesare il liquido ottenuto e versarvi la stessa quantità di zucchero.
Rimettere sul fornello a fuoco basso e, al primo bollore, spegnere il fuoco e versare il liquido nei vasetti (o bottiglie) precedentemente sterilizzati (bollendoli).
Chiudere immediatamente il coperchio (sterilizzazione a caldo) e conservare per un’ora circa in uno strofinaccio di spugna di modo da non creare troppo contrasto tra il calore del liquido e la temperatura esterna, il che potrebbe far scoppiare le bottiglie.

Questo sciroppo sarà ottimo per “condire” dei dolci (utilizzandolo come bagna, ad esempio, per il pan di spagna), per aromatizzare yogurt o da mangiare insieme ai formaggi in alternativa alla marmellata o al miele… e infine, per colorare naturalmente una crema o il riso al latte :)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...